Gli Arcani

IL MATTO

0/XXII - IL MATTO

NUMERO 0/XXII
NOME IL MATTO
IL VERBO È IO PARTO, VADO
SEGNO ZODIACALE / PIANETA PIANETA TERRA
SIMBOLO ENSŌ, OUROBOROS
LETTERA EBRAICA TAV (400)
POLARITÁ M/F

In francese Le Mat o anche Le Fou e Le Fol, in inglese The Fool, The Foolish Man, in spagnolo El Loco, in italiano viene chiamato Il Matto, ma anche Il Pazzo, il Folle e Il Misero.

Viene rappresentato sulle carte come un giullare, una specie di vagabondo, una persona che non ha più un posto, una casa, non ha più nulla, lui è libero di andare.

Può essere visto sia come lo zero che come il 22; può essere inteso come l'anima che deve ancora incarnarsi e cominciare il percorso, oppure l'anima appena disincarnata, pronta per cominciare un'altra incarnazione.

Lo zero non è propriamente un numero, rappresenta più un qualcosa di concettuale. È come quello stato in cui niente esiste e tutto è da formarsi, quando ancora Dio doveva manifestare qualcosa. Può essere definito come un’energia primordiale, caotica. Infatti, il 22 viene definito energia pura, senza limiti, quando la divinità non aveva una forma, in realtà poteva essere qualsiasi cosa, poteva contenere tutte le forme, senza proprie definizioni, tant'è che nei tarocchi il Matto non ha un numero. Il Matto è simile al jolly, al joker, e nel gioco delle carte il jolly può essere qualsiasi cosa. Lo zero rappresenta anche l'energia universale che si rinnova di continuo, quindi qualcosa di immortale come l'anima, come quello spirito che rivive e si reincarna come in un ciclo. Tutto è immortale, in rinnovamento, c'è una sorta di schema di perfezione in tutto questo, di Divino. Il Matto nella sua rappresentazione arcana, ha solo un sacchetto con sé, come se non avesse bisogno più di nulla. In realtà, dentro quel sacchetto ci sono tutte le esperienze che ha fatto, ma anche tutti i personaggi dei tarocchi con i loro talenti, quindi può essere chiunque, perché possiede tutti i talenti. Ha tutte le definizioni degli Arcani Maggiori, lui va oltre lo spazio tempo, del tempo definito, anzi è atemporale. Non ha progetti per il futuro, non segue schemi, non ha programmi. Il Matto vive eternamente nel qui ed ora. Non ha una meta precisa; lui va, senza preoccupazioni, perché si fida. Proprio per questo non c’è dispersione. Il Matto può essere l’inizio o può essere la fine, come l’Alfa e l’Omega. Lui va oltre i nostri limiti.

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