Samiramay Tarot

Un’analisi sulla storia dei Tarocchi

Della storia dei Tarocchi poco si sa e molto si suppone. Là dove non c’è certezza in molti hanno indagato, supposto, alterato e mistificato il loro significato, partendo dal proprio punto di vista.

Così è stato per l’origine dei Tarocchi, che essendo oramai persa nel tempo, è stata attribuita a diverse civiltà: Egiziani, Ebrei, Massoni, Sufi, Gitani, Indiani, Cinesi.
Molti studiosi hanno attribuito l’invenzione dei Tarocchi al gruppo che gli faceva più comodo, non esitando a creare storie fantasiose e falsificazioni varie.
Basterebbe parlare del nome stesso dei Tarocchi, per capire quante etimologie si sono volute trovare. Per alcuni l’origine sarebbe egiziana, da “Tar” che vuol dire cammino e “Ro”, “Rob”, “Ros”, che starebbe per reale, “Il cammino reale”. Pare che a crearli fosse stato proprio Ermete Trimegisto per trasmettere i suoi insegnamenti ermetici attraverso la loro simbologia iniziatica.

Altri sostengono che in realtà la derivazione è dalla lingua indiano-tartara: da “Tan-Tara”, che vorrebbe dire “Zodiaco”. Altri ancora sostengono un’origine ebraica: da “Tora”, ovvero “Legge”.

Poi abbiamo chi sostiene che l’etimologia risalga invece alla parola cinese “Tao”; chi alla parola latina “Rota” e dal suo anagramma “Orat”, ne verrebbe fuori in questo caso “ruota che parla”. Altri pensano abbiano origine ebraiche, sia per la congruenza con le 22 lettere dell’alfabeto, e la Tora, il cui anagramma Tora = Tarot = tarocchi.
Se già l’origine del nome è incerta, ancor più lo sono le leggende che si narrano circa i Tarocchi.
La più affascinante e diffusa, seppure falsa, è quella creata da Court de Gebelin, massone, esoterista e rosacroce, il quale nel lontano 1783 nel suo saggio Il gioco del tarocco, afferma che abbiano origine egiziane. Ma pare sia uno dei falsi storici più acclarati. (Gli arcani della vita, C. Wideman, pag. 9)

Interessante sapere che tra i primi creatori, o appassionati, che in qualche modo avevano a che fare con i tarocchi, sia perché li hanno realizzati, sia perché hanno scritto dei saggi sui tarocchi, troviamo tutte persone che in qualche modo erano nel mondo dell’esoterismo e della massoneria. Tra i tanti abbiamo:

Antoine Court De Gébelin, nobile, pastore protestante amico degli illuministi Didierot e D’Alambert, affiliato alla Massoneria, noto per aver scritto il libro “Il gioco del tarocco”.
Etteilla alias Jean-Baptiste Alliette (1738-1791) di professione incerta, noto per il mazzo di tarocchi livre de Thoth poi ripubblicati con il nome di Etteilla, in più versioni;

Paul Christian alias Jean-Baptiste Pistois, occultista, novizio dei monaci trappisti, bibliotecario all’Arsenal, studioso di discipline esoteriche, noto per aver pubblicato il libro Histoire de la magie, du monde surnaturel, et de la fatalitè a travers le temp et le peuples, noto per i Tarocchi Egizi, abbozzati da lui e ridisegnati da Maurice Otto Wegener nel 1896.

Alphonse-Luis Costant alias Eliphas Levi (1810-1877), membro della massoneria e dei Rosacroce, noto per l’opera Dogme et Rituel de l’Haut Magie (1856), altri scritti, e per un proprio mazzo di tarocchi. Egli sviluppò la corrispondenza tra le 22 lettere dell’alfabeto ebraico e i 22 Arcani Maggiori dei tarocchi, già presente nei testi di Court de Gébelin e di Etteilla.

Gerard Encausse alias Papus (1865-1916), medico, occultista, membro dell’ordine dei Martinisti, della società teosofica e della società cabalistico-rosacrociana. Nel 1889 pubblicò l’opera Ile tarot des Bohemiens, le plus ancien livre du monde. Suoi i tarocchi di Papus, abozzati da lui e realizzati dall’artista Goulinat.

Oswald Wirth (1860-1943), affiliato al Grande Oriente di Francia, autore del famoso mazzo di Wirth, dove riporta le lettere dell’alfabeto ebraico in ogni arcano, oltre a parecchi dettagli che ricollegano ai miti babilonesi, egizi e grechi.

Edward Waite (1857-1942), mistico esoterista, creatore di un mazzo di tarocchi noto come Rider-Waite, assieme all’artista e illustratrice Pamela Colman Smith. Nel 1891 entrò nell’Ordine Ermetico della Golden Dawn e nel 1901 divenne un massone, entrando poi, nel 1902, nella Societas Rosicruciana in Anglia. In seguito fondò la Fratellanza della Rosa Croce, che non va confusa con la Societas Rosicruciana.

Nel 20° secolo scoppia l’interesse per i tarocchi. Artisti di ogni genere e settore iniziano a disegnare i propri tarocchi. Tra i tanti citiamo: Carrington, Salvador Dalì, Novak, Frida Kahlo, Renato Guttuso, Andrea Picini, Lele Luzzati, Hugo Pratt, Milo Manara, Massimo Frezzato, Dario Fo, Osvaldo Menegazzi, Vito Arienti, Vadim Zeland, solo per citarne alcuni.

Tratto dal libro Trattato Pratico di Numerologia Esoterica

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1 commento su “Un’analisi sulla storia dei Tarocchi”

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