Mindfulness

Mindfulness: che cosa è e come funziona

Mindfulness: che cosa è e come funziona

Le forme di meditazione sono moltissime perché l’obiettivo è unico: la consapevolezza. In una certa maniera potremmo dire che anche l’origine della meditazione è la consapevolezza, chiudendo così un cerchio che raccoglie origine e destinazione.

Ma che cosa è la consapevolezza? Potremmo definirla come uno stato mentale, vigile, attraverso il quale è possibile osservare dall’esterno l’ambiente interno ed esterno.

Una percezione degli eventi per quello che sono, sospendendo i giudizi, sopprimendo la pretesa di modifica, rinunciando al sé e immergendosi totalmente nel momento.

Per raggiungere questi stati di coscienza vi sono molte tecniche diverse che hanno in comune molti dettagli oltre, come visto, all’origine e all’obiettivo finale.

Che cosa è la Mindfulness?

La Mindfulness è la traduzione italiana della parola “consapevolezza”, se la intendiamo, come visto in precedenza, come un particolare stato mentale raggiunto attraverso una forma di meditazione.

Per raggiungere la mindfulness è necessario dunque spostare la nostra attenzione sulle nostre esperienze sensoriali ed affrontarle attraverso una modalità completamente differente rispetto a come avviene nel quotidiano.

Proviamo a spiegarci meglio: per raggiungere la consapevolezza è necessario porre attenzione di proposito, a quel particolare attimo, allo scorrere dell’esperienza, alla sua fluidità, senza esprimere giudizi. Come se si stesse guardando scorrere l’acqua di un fiume: non si ha la pretesa di capire l’acqua, di fermarla, di modificarla, di giudicarla… la si osserva e basta.

E’ questa un’esperienza estremamente potente che può essere raggiunta in qualunque momento, semplicemente utilizzando la propria attenzione in un modo differente.

Le basi teoriche

Per comprendere meglio i significati ed i significanti di quello che stiamo trattando può essere utile una breve introduzione ai concetti basilari della Mindfulness.

All’origine di questo termine vi è la parola indiana “Sati” che in realtà non è una parola, ma un concetto per così dire. Non è un’espressione mentale simbolica, ma è qualcosa legata allo spazio precedente alla logica. Non si può tradurre in parole proprio perché è “prima” delle parole.

Potremmo definire “Sati” come un processo che applichiamo continuamente nella nostra vita e che ha a che fare con la nostra attenzione, vediamo di capire meglio questo concetto attraverso un esempio.

Quando spostiamo la nostra attenzione da un oggetto, come una penna, ad esempio, al foglio di carta. Per un attimo, la nostra mente vede il foglio per quello che è. Non si è ancora passati al lavoro della nostra memoria che costringe il foglio in quello che ci impone la logica.

In estrema sintesi la concezione di “sati” quindi di “consapevolezza o mindfulness” è definibile come il primo sguardo del primo uomo sulla terra su un determinato oggetto.

Potremmo immaginare questo stato mentale come l’esperienza di un neonato che sposta la sua attenzione sul suo mondo sensoriale senza avere filtri di memoria.

Quando si fa meditazione al fine di raggiungere la consapevolezza o mindfulness, è dunque necessario “guardare” come se fosse la prima volta in assoluto che si percepisce quello su cui si è spostata l’attenzione. Un modo di osservare primordiale.

Come si fa?

Quando si parla di Mindfulness, in maniera teorica, le persone solitamente rispondono sempre con frasi del tipo “Ho capito, ma come si fa in concreto a raggiungere questi stati mentali?”.

Vediamo di rispondere a questa domanda cercando di non creare troppo divario tra teoria e pratica, in modo da non trasformare questo stato mentale in un semplice esercizio antistress.

In effetti giungere alla consapevolezza rallenta il nostro mondo ed elimina lo stress, ma non deve essere questo l’unico proposito per cui si va ad esercitare questa pratica.

La cosa davvero straordinaria della mindfulness, intesa come pratica di meditazione, è che la si può eseguire in ogni luogo ed in qualsiasi momento. Non serve nulla che non sia abbia già dentro di sé.

Mentre si compiono le azioni più diverse è possibile, di proposito, spostare la propria attenzione e accedere ad una dimensione differente, andando ad interrompere il flusso continuo di pensieri che si susseguono senza sosta.

In ogni momento dunque è possibile intenzionalmente andare a focalizzare il momento presente, senza dare alcun giudizio, senza pretesa di modificare alcunché, senza essere partecipe.

Un esempio pratico? Mentre si stirano i panni è possibile spostare la propria attenzione intenzionalmente sull’aria calda e umida che fuoriesce dal ferro da stiro. Il rumore che il getto di vapore emette.

E’ possibile concentrarsi sul cedimento di ogni millimetro del tessuto che sta scorrendo sotto alla piastra rovente, ed anche sul movimento del braccio che lo sorregge e lo guida.

Senza nessun giudizio, senza essere partecipi, come se potessimo vederci dall’esterno. Un semplice gesto quotidiano si trasforma immediatamente in un’esperienza straordinaria che ci porta a “vedere” quegli oggetti, quelle percezioni sensoriali, per la prima volta.

Non vi è più tutta la catena logica che connette un istante all’altro ed un pensiero al successivo. Vi è solo quell’attimo infinito, quel preciso istante che si allarga, quel vuoto.

Si tratta di un tipo di meditazione estremamente efficace e praticissima visto che è possibile eseguirla in ogni istante della giornata, in ogni luogo, in qualunque condizione: mentre si lavano i piatti, mentre si sta seduti in metropolitana…

Questa specie di rallentamento improvviso, di ingrandimento, di allontanamento dalla logica cercando lo spazio immediatamente precedente ad essa, evidenzia dei miglioramenti notevoli nella qualità della vita dei soggetti che fanno questo tipo di esperienza.

Lo stress diminuisce effettivamente in maniera importante grazie a questa buona pratica, come testimoniato anche dai vari studi scientifici che si sono fatti in proposito.

Il concetto fondamentale del “qui ed ora” espresso attraverso la Mindfulness porta dei benefici evidenti a chiunque lo provi, tanto che anche gli scienziati hanno rilevato un miglioramento dei livelli di nervosismo del 27% tra i soggetti che avevano introdotto a questa pratica.

L’azione quotidiana ripetuta, meccanica, se eseguita con l’intenzionale spostamento della concentrazione, si trasforma in un vero toccasana per la salute. In particolare ai nostri giorni in cui i ritmi del mondo sono arrivati a livelli di parossismo.

Isolare qualche attimo, all’interno della giornata, in cui si sprofonda in una nuova intensità, in un nuovo ritmo, in uno stato mentale di consapevolezza si rivelerà estremamente benefico per chiunque.

 

Questa è pura meditazione. Estremamente benefica per combattere lo stress. Se in una giornata si riuscisse ad isolare qualche attimo, con questa intensità, con questo improvviso rallentamento, i benefici per la nostra salute sarebbero importanti ed immediati. Interrompere il flusso continuo che ci attraversa la testa, rallentarlo per lo meno.

Ovviamente gli scienziati non hanno potuto trattenersi dal misurare anche questo tipo di attività e la Florida State University ha presentato degli interessanti risultati. Lo studio era incentrato sul prendere una serie di soggetti, spiegargli bene la questione, facendo riferimento all’importanza del “qui ed ora” e poi metterli a fare un’azione molto semplice, ripetitiva e dal sapore quotidiano: lavare i piatti!

Alcuni elementi su cui doveva essere focalizzata l’attenzione erano senza dubbio il profumo del detersivo, la temperatura dell’acqua, la sensazione del contatto con i piatti, con l’acqua e con il sapone.

Questo tipo di meditazione ha migliorato i livelli di nervosismo sui partecipanti del 27%. Semplicemente lavando i piatti! L’azione meccanica e ripetitiva, unita alla concentrazione è, secondo i ricercatori, una vera e propria “manna dal cielo” per i nostri livelli di stress.

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